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LETTURE ESTIVE
GLI ULTIMI PROTAGONISTI DELLA NOSTRA RUBRICA VI FARANNO CORRERE IN LIBRERIA

set 2 • Arte, Cultura e Spettacolo, HomeNessun commento

Per l’ultima puntata della rubrica ‘Letture Estive’ vogliamo lasciarci in grande. Iniziamo con un capolavoro della letteratura contemporanea: la ‘Trilogia della Pianura’ di Kent Haruf (NN editore), acclamato romanziere statunitense scomparso nel 2014 che ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui il Whiting Foundation Award e una menzione speciale alla PEN/Hemingway Foundation. Con il primo romanzo della trilogia, ‘Il canto della pianura’, Haruf è stato finalista al National Book Award, al Los Angeles Times Book Prize e al New Yorker Book Award. Con ‘Crepuscolo‘, secondo romanzo, ha vinto il Colorado Book Award e con ‘Benedizione’, il terzo, è stato finalista al Folio Prize.

Tre romanzi che possono essere letti anche svincolati gli uni dagli altri per il grande potere della parola, nei primi due ridondante e elegante mentre nell’ultimo concisa e quasi sottintesa, che narra le vite degli abitanti della comunità di Holt, in Colorado, nella quale lo scrittore celebra l’uomo e i sentimenti comuni, ora tragici ora lieti, in cui i giorni scorrono lenti scanditi dal lavoro e dalle stagioni. Il messaggio universale della trilogia, nonostante il dramma e il dolore che talvolta irrompe nella vita degli uomini, è la speranza e la fiducia nell’uomo, nelle sue capacità di rigenerarsi e di sperare in un futuro migliore.

‘Canto della pianura’ è un inno alla vita e soprattutto una riflessione sui rapporti famigliari, anche quelli non stabiliti dal sangue, come quello della sedicenne incinta, Victoria, che viene ripudiata dalla madre e trova rifugio e casa presso i fratelli  McPheron, vecchi allevatori di bestiame solitari e taciturni, che accolgono d’istinto quella ragazzina in difficoltà, facendo diventare il loro rapporto cuore del romanzo.

‘Crepuscolo’ è il romanzo della crescita, del cambiamento, dell’imprevedibilità della vita e anche della sofferenza nella quale il dolore e il silenzio si caricano di significati, grazie all’autore che riesce a raccontarli con grazia e stupore. Fanno capolino nuovi personaggi e nuovi sentimenti come la solitudine. Quella dell’anziana rimasta sola, del marito abbandonato dalla moglie con due figli da crescere, del ragazzino cresciuto dal nonno, delle due bambine costrette a fare i conti con il padre assente e la mamma incapace di prendersene cura.

In ‘Benedizione’ è la comunità intera che si rivela in tutta la sua forza in una narrazione fatta da gioventù e vecchiaia, famiglia e solitudini, presente e passato, luci e ombre, la vita normale.

 

Al secondo posto troviamo Paolo Cognetti, vincitore del Premio Strega 2017 con il romanzo ‘Le otto montagne’ (Einaudi). Scrittore italiano nato a Milano nel 1978, ha cominciato a scrivere a diciotto anni e come narratore ha esordito nel 2003 con il racconto ‘Fare Ordine’ con il quale ha vinto il Premio Subway-Letteratura. Nel 2009 ha vinto il Premio Lo Straniero, attribuito dalla rivista stessa diretta da Goffredo Fofi “per le sue qualità di giovane scrittore particolarmente attento a sentire e narrare il disagio delle nuove generazioni e gli anni difficili dell’adolescenza in un contesto di incerta sostanza e sicurezza precaria”.

Il protagonista di ‘Le otto montagne’, Pietro, è un ragazzino di città, solitario e un po’ scontroso, figlio di genitori che hanno una grande passione comune: la montagna. E sarà proprio in un paesino, Grana, ai piedi del Monte Rosa dove Pietro trascorre tutte le estati che incontrerà il coetaneo  Bruno, che si occupa del pascolo delle vacche, e tra di loro nascerà una grande amicizia fatta di scoperte e esplorazioni, case abbandonate e sentieri scoscesi. Anche quando diventeranno adulti e le loro strade si divideranno  la montagna resterà  un sapere, un modo di vivere, il suo lascito più grande che nel tempo  riavvicinerà Pietro a Bruno, l’amico di sempre.

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