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CARUGATE
NUMERO DI FIRME MINIME RAGGIUNTO: IL REFERENDUM È PIÙ VICINO

mar 4 • Cronaca, Home, Politica e AmministrativaNessun commento

In due settimane di raccolta firme, il Comitato Referendario che promuove il referendum consultivo relativo all’ampliamento di Carosello, ha già abbondantemente superato il numero di nominativi minimo, 1190, necessario per dare il via all’iter.

A ieri pomeriggio 3 marzo, erano 1300 i nomi e cognomi di carugatesi che non sono necessariamente contrari all’ampliamento, ma sono decisamente favorevoli ad esprimere la propria opinione a riguardo. Perché una cosa è chiara: si andasse ad elezioni, ci sarà un folto gruppo di persone fortemente motivate a chiedere il ritiro dell’atto di indirizzo approvato in consiglio comunale, e un altrettanto nutrito gruppo pronto a sostenere che invece l’ampliamento s’ha da fare. Altra verità indiscutibile: essendo il referendum solo consultivo, l’ultima parola spetterà sempre e solo al sindaco, indipendentemente dall’esito del voto.

La partecipazione democratica è il valore che i rappresentanti del Comitato Referendario hanno in mente per questa consultazione: “Siamo decisamente soddisfatti del risultato ottenuto sino ad ora e ci piacerebbe arrivare a toccare quota 2000 firme entro la fine del periodo di raccolta, che dovrebbe essere intorno alla metà di marzo -ha affermato Paolo Molteni di Carugate in Movimento- Per ora è un piacere vedere gente in fila di diversa estrazione politica. Questo è importante, perché quando si chiama la cittadinanza a ragionare su una questione singola, che tocca interessi comunali quotidiani, che abbraccia temi ampi dal commercio all’ambiente al lavoro, le persone si costruiscono idee proprie e spazzano via il voto politico. Ci ragioni chi definisce il referendum una banalizzazione del voto, perché così non è”.

I PROSSIMI PASSI, LA COMMISSIONE E IL QUESITO
Ma il referendum quindi si fa ? Ancora la certezza non c’è al 100%, poiché prima il quesito dovrà passare al vaglio di una commissione che ne valuterà l’ammissibilità. Il primo criterio per essere ammissibile, è che la domanda faccia riferimento ad un tema di esclusiva competenza comunale, e in questo caso essendo l’atto di indirizzo che si chiede di ritirare, un atto comunale, pare proprio che ci siano tutte le basi per proseguire con l’iter e andare al voto.

Ricordiamo il quesito: Vuoi che venga ritirato l’atto di indirizzo votato dal consiglio comunale con delibera n. 2 del 26 gennaio 2017 che da’ mandato al sindaco di promuovere, quale comune capofila, l’accordo di programma presso la regione Lombardia avente ad oggetto l’ampliamento del centro commerciale Carosello”.

La commissione che dovrà valutare sarà formata dal segretario, da un esponente di maggioranza e da uno di minoranza, e la cosa lascia più di un dubbio ai promotori del referendum: “C’è da capire chi eleggerà questi membri di preciso stando al nostro regolamento comunale -prosegue Molteni- e soprattutto crediamo sia logico pensare che il membro di minoranza sia scelto tra la minoranza a sostegno del referendum, e non nei contrari (nda: il PD), poiché in tal caso ci sarebbe una commissione con due membri su tre contrari a prescindere dall’ammissibilità del quesito; ammissibilità che, nonostante quel che scrive Pro Carugate, ad ora ci è stata confermata da più di un avvocato e da più segretari comunali con cui ci siamo consultati, il nostro compreso. Se non ritengono questo quesito di stretta competenza comunale, dovremmo pensare che allora anche l’atto comunale non lo fosse ?”.

I TEMPI PER IL VOTO
Dunque bisognerà attendere almeno la metà di marzo per vedere le firme protocollate in comune, dopo di che si passerà alla valutazione della commissione, e se questa darà parere favorevole il comune avrà a disposizione del tempo per organizzare il giorno delle votazioni, che calcolando i tempi dovrebbe essere a maggio. “All’inizio del percorso avevamo calcolato che l’amministrazione si sarebbe presa per ogni passaggio il tempo massimo per ponderare le scelte, arrivando così a giugno con il voto, a scuole chiuse, e di conseguenza avevamo dato il via all’iter il 13 febbraio, per approdare appunto ad un periodo comodo a tutti -ha proseguito Molteni- Ma l’amministrazione non si è presa i tempi che credevamo ma molto meno, e così si arriverà a maggio, a scuole aperte, con i conseguenti disagi per i quali ci spiace molto, e per i quali, se si andrà a votare, chiederemo soluzioni che consentano il danno minore alle scuole”.

E’ chiaro che il comitato per il SÌ è già pronto per la campagna referendaria, che rischia però di essere orfana di un comitato per il NO, dato che la posizione dei contrari sembra più quella dell’astensionismo. C’è ancora tempo comunque per vedere definirsi e delinearsi le cose in modo più chiaro, ma sembra immaginabile che un eventuale giudizio di inammissibilità del quesito, possa far scattare reazioni importanti nel comitato.

 

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