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UNIVERSITA' DELLA TERZA ETA

VIMODRONE
L’AMORE PER IL SAPERE NON FINISCE MAI. UN VIAGGIO NELL’ UNIVERSITA’ DELLA TERZA ETA’

nov 22 • Arte, Cultura e Spettacolo, Cronaca, HomeNessun commento

Una realtà quella dell’Università delle Tre Età di Vimodrone in cui l’aria che si respira è certamente l’amore per il sapere. Un sapere personale, un sapere che tiene viva la mente e un sapere che non ha di certo età.

Siamo entrati in questo mondo guidati dal Responsabile Auser di Vimodrone, Landuccio De Stefani che con volontà, dedizione e passione, impiega da più di dieci anni il suo tempo a coordinare questi banchi di scuola. Sculture, pittore e cittadino vimodronese, De Stefani ha deciso di percorrere la strada del volontariato dopo poco essere entrato in pensione. “ Ho sentito il bisogno di non stare fermo, di fare qualcosa per la comunità” ci dice Landuccio.  E di certo il suo impegno, affiancato a quello di Liliana Colzani e Margherita Fusari, è visibile nell’aver trovato a stento un posto a sedere in aula, visto l’enorme afflusso di presenze. Il segreto che trapela per questa così grande partecipazione è sicuramente la dedizione dei responsabili; la loro attenzione nell’offrire ai cittadini corsi differenti tutti gli anni, riuscendo a soddisfare chiunque abbia voglia di impiegare il proprio tempo al pieno delle attività. Quest’anno sono 11 i corsi differenti ( più i corsi di yoga, cucito e inglese ) e tantissime le iscrizioni che ci sono state ad ottobre, mese d’inizio dei corsi. Ogni mercoledì, in questa struttura comunale, dipinta e messa a nuovo dal suo responsabile, alunni dai 40 agli 80 anni e più, accorrono per “sapere”. Abbiamo incontrato e parlato con l’alunno con la più giovane voglia di conoscenza ma con l’età di 87 anni, il Signor Renato. “ Nonostante l’età avanzata, è la curiosità di apprendere ciò che mi spinge a frequentare questa università –ci racconta il Signor Renato, iscritto sin dai primi anni di nascita della scuola – penso sia necessario che l’anziano si rinnovi e non rimanga fermo al passato ma che anzi, in questo modo, studiando la società attuale, egli possa avvicinarsi e comprendere maggiormente i giovani”.

Quattro aule, di cui una adibita ai laboratori, un’altra ai corsi informatici (con la presenza di 18 computer) e con docenti universitari e giornalisti che insegnano ad un pubblico certamente differente da quello che si trova tra le classiche platee di giovani scolari. A questo proposito abbiamo domandato alla relatrice Stefania Testagrossa, che ha concluso da poco il suo corso sul “Comprendere e allenare la memoria”, che cosa comporti insegnare ad un target d’età più grande: “ Il feedback che riscontro in queste lezioni è quello di persone che scelgono volontariamente di essere curiose, di essere interessate –continua la relatrice Testagrossa- il confronto che avviene in queste aule, tra un docente e alunno, è caratterizzato dal bagaglio di vita che ogni partecipante ha, creando a sua volta una netta differenza tra i giovani alunni e l’università delle tre età”. La partecipazione attiva e curiosa, e allo stesso serena e scherzosa che si percepisce durante la lezione, descrive la serietà e anche la semplicità dell’operato dell’università, che accoglie tutti i livelli culturali. E se ci si chiede cosa spinga il responsabile Auser Landuccio De Stefani a portare avanti da più di dieci anni l’intero progetto, lui ci risponde: “ Mi sento ricco quando una signora può permettersi di usare il computer al lavoro perché ha imparato proprio qui come usarlo. Queste sono le mie soddisfazioni”.

 

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