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DE PISIS

BRUGHERIO
LA CONTAMINAZIONE TRA DE PISIS E LA CITTA’ IN UNA MOSTRA A PALAZZO GHIRLANDA SILVA FINO A DICEMBRE.

nov 15 • Arte, Cultura e Spettacolo, HomeNessun commento

Non ci si può avvicinare a questo pittore senza rimanerne perdutamente ed irrimediabilmente sedotti“.

Sono state queste le parole dell’Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Brugherio Laura Valli in apertura all’inaugurazione della mostra dedicata a Filippo de Pisis.
In occasione del 150° anno dalla fondazione del Comune e, per una curiosa quanto fortunata coincidenza, del sessantesimo anniversario della morte del pittore e del centoventesimo della sua nascita, il Comune di Brugherio ha voluto rendergli omaggio ricordandolo attraverso le sue opere, dedicando un’attenzione particolare alla memoria dei suoi ultimi anni trascorsi a Brugherio.

È infatti proprio presso il Palazzo Ghirlanda Silva del Comune (sede della biblioteca comunale) che dipinti e poesie del poliedrico artista saranno esposti fino all’11 dicembre, in una mostra fortemente voluta non solo dall’Assessore alle Politiche Culturali ma anche dal Sindaco Marco Troiano, che in collaborazione con l’associazione Heart Pulsazioni Culturali e con i curatori Simona Bartolena ed Armando Fettolini, ha dato vita a questa emozionante esposizione.
La storia della nostra comunità è inevitabilmente segnata dalla presenza di questo grande artista -racconta il sindaco Marco Troiano, siamo convinti che senza di lui il filone artistico che fa parte di Brugherio sarebbe stato diverso e che questa presenza in termini di qualità umana abbia lasciato un segno importante“.

Apprezzato da molti e considerato da Giorgio De Chirico uno dei migliori artisti europei, De Pisis nasce a Ferrara ma durante la sua vita effettua numerosi spostamenti, da Parigi a Venezia e Milano, fino ad approdare , negli ultimi anni di vita a Brugherio, dove si presta ad iniziare delle cure per una malattia di origine nervosa che lo affliggeva.

Sarà presso la clinica di Villa Fiorita, oggi sede del Comune, che trascorrerà gran parte delle sue giornate, dipingendo in quella serra che oggi è chiamata “de Pisis” proprio in suo onore. Da tutti ricordato come un personaggio eccentrico non ha mai fatto mistero della sua particolarità; innamorato degli sguardi altrui non perdeva mai occasione di prendersi cura del suo abbigliamento come un vero dandy, interesse che venne lentamente a mancare in seguito al ricovero presso la clinica, dove tuttavia, sviluppò ancor di più la sua sensibilità artistica, portandolo alla creazione di opere magistrali.
Individuale tanto nel carattere quanto nell’operato artistico, tentare di inserire le sue opere all’interno di un genere non è possibile, poiché più che post-impressionista e metafisico, come è stato spesso definito,  de Pisis ha incarnato un proprio stile personale, unico e non circoscrivibile agli altri considerati dalla storia dell’arte.
Io sono un poeta“, affermava, convinto di poter essere ricordato maggiormente per il suo contributo alla scrittura, che amava in modo ancor più intenso rispetto alla pittura,  che per le sue opere pittoriche, di così alto valore da rientrare tra le meritevoli del primo premio alla Biennale di Venezia, perso nel 1948 solo perché omosessuale. Ed è proprio il dualismo penna e pennello, “colore e parola“, come appunto intitola la mostra, che fa da padrone all’esposizione, incentrata su un percorso non cronologico ma tematico che permette di interpretare le opere pittoriche alla luce di quelle letterarie, ovvero delle poesie che vi sono scritte accanto. Dei 27 quadri in mostra, alcuni ritraggono proprio la città di Brugherio, ma non tutti sono stati dipinti in loco: “Avevamo il desiderio di rappresentare l’operato di de Pisis raccontando la sua relazione con la città di Brugherio ma senza finire per essere autoreferenziali -racconta la curatrice Simona Bartolena- di conseguenza molte delle opere scelte provengono da altre zone d’Italia, mentre quattro di loro appartengono proprio a collezionisti brugheresi. Essendo nella particolare condizione di ricoverato in clinica  -continua Bartolena, le opere che ritraggono Brugherio sono per la maggior parte semplici, ma comunque in quantità notevole”.

Non provengono solo da Brugherio neanche i numerosissimi visitatori accorsi all’inaugurazione, tra i quali vi è anche chi è arrivato da più lontano per dare un’occhiata poiché grande appassionato di pittura.
Una grande difficoltà- continua la curatrice vi è stata nel non incappare nei numerosissimi falsi presenti sul mercato”. È possibile farsi guidare proprio dalla voce di Simona Bartolena per comprendere meglio le opere, ascoltandola attraverso uno schermo allestito appositamente in una zona dedicata della sala. E alla domanda: Come potremmo definire lo stile di de Pisis?il curatore e pittore Armando Fettolini risponde con un sorriso: “Il suo”.
Un artista unico nel suo genere, dunque, che attraverso la propria individualità ha segnato la storia di una città che ancora lo ricorda, e che conclude tramite questa mostra quelli che sono i festeggiamenti per un anniversario importante come il 150°.
L’esposizione può essere visitata a Brugherio presso la Galleria Esposizioni Palazzo Ghirlanda di via Italia 27 (sede della biblioteca comunale) dal martedì al sabato nell’orario 15.00/19.00 e la domenica nelle fasce 10.00/12.30 – 15.00/19.00, rispettando il lunedì come giorno di chiusura. Sarà possibile visionare le opere anche giovedì 8 dicembre nella fascia pomeridiana 15.00/19.00.
Per ulteriori informazioni sono disponibili il sito www.comune.brugherio.mb.it, l’indirizzo email cultura@comune.brugherio.mb.it ed il numero 039/2893214.
Questa mostra restituisce alla città un pezzo importante delle sue radici“, afferma l’Assessore Laura Valli. Un grande contributo alla città di Brugherio, insomma, perché come ha concluso il Sindaco Marco Troiano: “Di Filippo de Pisis dobbiamo parlare perché fa parte nel dna di questa città“.

ELEONORA RIVA

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