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SPECIALE COLOGNO MONZESE
GIUNTA: FUORI BRUNO, ROSA E DI BELLONIA DENTRO. SE FORZA ITALIA VA ALL’ OPPOSIZIONE E’ CROLLO

nov 9 • Cronaca, Home, Politica e AmministrativaNessun commento

E’ il momento più delicato della giovane storia della Giunta Rocchi, che dopo 1 anno e cinque mesi dal suo insediamento, fa il primo vero tagliando e resta col fiato sospeso nel pericolo di cadere e fare largo ad un commissariamento che sarebbe l’ennesimo colpo per la città. Proviamo a riassumere l’accaduto e le voci dei protagonisti di queste ore.

SALTA BRUNO, FORZA ITALIA SI SPACCA. METÀ PASSA ALL’OPPOSIZIONE. RISCHIO CROLLO
Dopo il ritiro delle deleghe a Pasquale Magro (Udc) sono arrivate lunedì 7 novembre, anche quelle all’assessore al Commercio Aldo Bruno (FI), che hanno fatto traboccare il vaso già traballante di Forza Italia, spaccata in due al suo interno. “Via lui, via io” aveva detto il vicesindaco Gianfranco Cerioli a proposito di Bruno, e così ha fatto rassegnando subito le sue “dimissioni inderogabili e perentorie“, come le ha definite lui stesso, comunicando il suo passaggio all’opposizione, dove lo seguiranno pare, anche il capogruppo Rametta, la consigliera De Vito, il Presidente del Consiglio Comunale Della Vella e il consigliere Procopio (Udc). Il sindaco non ha accettato le dimissioni del suo secondo, ma se ci fosse questa fuga dai banchi di governo, la giunta sarebbe in minoranza e si aprirebbero sia la crisi che le porte al commissario. L’altra ala di Forza Italia però, quella delle consigliere di FI De Mastro e Brasacchio, che da tempo spingevano per un cambiamento, resterebbe fedele al progetto di Angelo Rocchi, e c’è chi le vorrebbe vicine a Fratelli d’Italia.

SIMONE ROSA E ARMANDO DI BELLONIA ENTRANO NEL GRUPPO
Da tempo alla ricerca di una nuova veste, il primo cittadino ha fatto sintesi tra le istanze avanzate da tutte le forze politiche in campo: la Lega Nord ottiene il suo secondo assessore, inserendo in gruppo il giovane Simone Rosa, che assume alcune deleghe prima in capo a Dania Perego e Giuseppe Di Bari (Biblioteca e politiche giovanili; Servizi informatici; Gestione regolamenti; Servizi demografici e cimiteriali; Lavoro e formazione professionale). Altra new entry per nulla sconosciuta, è il tecnico Armando Di Bellonia, ex assessore nella giunta Velluto con il PDL, nome fortemente voluto dalle consigliere De Mastro e Brasacchio, in netta rottura con l’altra anima del partito. A Di Bellonia, sulla cui nomina si è trovato pienamente concorde anche Fratelli D’Italia, andranno i servizi edilizia privata; la gestione delle attività amministrative e tecniche connesse al territorio; i servizi di urbanizzazione primaria e secondaria, e i servizi relativi alla stazione appaltante.

ROCCHI: “UNA SCELTA DOVEROSA PER UNO SCATTO DI QUALITÀ”.
Dopo mesi di stanze chiuse e riunioni serrate, alla fine il primo cittadino ha fatto scelte rischiose e decisive: “Ho sempre detto che ci sarebbe stata rotazione tra gli assessori affinché ognuno fosse competente di già settori della a 360° della macchina -ha spiegato Rocchi- Ho dovuto fare sintesi tra i partiti della maggioranza, che non sono stati in grado di trovare un accordo nei tempi che avevo dettato, e ho dovuto trovare una quadra anche tra le due visioni interne a Forza Italia, cosa che non avrei dovuto farei io ma che andava fatta, e ho valorizzato una scelta, quella di Di Bellonia, che è sinonimo di preparazione tecnica, qualità e capacità di interpretare la normativa”.

CERIOLI: “DELUSO DALL’UOMO ANGELO ROCCHI”.
Una giunta rinnovata e di qualità, che rischia però di tornare a casa se i “dissidenti” di Forza Italia più Procopio, resteranno inamovibili sulle loro scelte. “Si deve tornare agli equilibri iniziali che ci hanno visto vincenti dopo le elezioni” ricorda ancora Cerioli, che si dice “profondamente deluso dall’uomo Angelo Rocchi” e prosegue: “Purtroppo la bramosia di poltrone ha portato all’allontanamento di Magro prima con un pretesto, e poi i mal di pancia di Fratelli D’Italia hanno portato ad una spartizione delle cariche. Non c’è più fiducia da parte nostra nel sindaco, perché non sta salvaguardando la squadra iniziale che era stata decisa e condivisa, espressione del voto della gente“. “In realtà -spiega Rocchi- se avessi dovuto rispettare i pesi e gli equilibri, Forza Italia forse avrebbe avuto meno di ciò che ha, poiché anche i Socialisti avrebbero avuto diritto ad un posto. Cerioli è una bravissima persona, e davvero io mi auguro che capisca quanto sia importante continuare a lavorare insieme per il bene dei cittadini”.  

RICCARDO PASE: “FINITI GLI ALIBI, ORA SI LAVORA. CI VUOLE RESPONSABILITÀ DI GOVERNO”.
Riccardo Pase, rieletto da pochi giorni Segretario Provinciale della Lega Nord, commenta così l’attuale situazione: “Erano gli stessi colognesi a chiederci chiarezza, e il sindaco non ha fatto altro che questo, trovare equilibrio tra le richieste, andando in contro a tutti e lasciando tutti contenti a metà, come sempre in politica”. Pase cerca di spostare la luce dai banchi del consiglio alla città, e dice: “Il problema vero però, è che Cologno è una realtà politicamente complessa, ma ciò che ci spetta è lavorare, per la città e i cittadini, e ora c’è da prendersi la responsabilità di non buttare tutto, poiché sono cambiati i volti ma non sono cambiate le linee di mandato. Non ci sono più alibi per nessuno, tutti ci mettiamo la faccia ora, anche chi eventualmente deciderà di determinare il crollo di questo lavoro importante”.

FRATELLI D’ ITALIA SODDISFATTI. TUFO: “FORZA ITALIA È BEN RAPPRESENTATA, NON GETTI VIA TUTTO”
Due assessori con peso importante e, due consigliere attualmente in Forza Italia, che potrebbero guardare con occhio amichevole al partito di Nicola Tufo. Fratelli D’Italia ha ormai gettato alle spalle la crisi estiva, e dopo mesi di confronto ora ha ritrovato sintonia politica con il sindaco. “Pretendevamo il rispetto delle nostre posizioni -ha spiegato Tufo- Credo che con questo nuovo assetto sia per lo più rispettato l’equilibrio iniziale della Giunta, e proprio Forza Italia non può lamentarsi, con un Vicesindaco, un Presidente del Consiglio, e un assessore come Di Bellonia che ne è espressione, dato che viene da quel partito“. Nicola Tufo però, sa bene che ora è finito il tempo di cercare appigli: “Ci siamo accordati per dare conto del nostro operato tra un anno. Lavoreremo sodo nel frattempo, e se una parte di Forza Italia deciderà di far cadere questa amministrazione, si dovrà prendere in toto la responsabilità del fallimento“.

E SE ARRIVASSE UN SUPPORTO DALL’ATTUALE MINORANZA ?
Per evitare il commissariamento servirebbe conservare l’ appoggio di chi se ne vuole andare, o cercarlo tra forze esterne magari nell’attuale minoranza. Nei corridoi qualcuno ha subito vociferato alla possibilità di un cambio di rotta nel Movimento Sansalone, ma oltre al fatto che nessuna proposta è mai stata formulata, il capogruppo Sansalone ha da subito messo in chiaro le regole del gioco e messo a tacere le voci: “Finché ci sarò io a guidare questo gruppo, non si vedrà mai uno spostamento nella maggioranza, senza prima un passaggio politico che ritorni a chiedere la volontà dei cittadini, che è sovrana e da rispettare. Si può sempre cambiare idea, ma mai senza aver dato conto prima agli elettori“. Il concetto dunque è chiaro, se si arriverà al commissariamento e si tornerà al voto, un’alleanza con i partiti di maggioranza potrebbe anche essere possibile, ma allo stato delle cose, non ci sono possibilità.

REDISTRIBUZIONE DELLE DELEGHE
A parte i volti nuovi, proprio su richiesta del sindaco ci saranno cambiamenti negli incarichi istituzionali. Giuseppe Di Bari, che assume anche le deleghe al Commercio, e Francesca Landillo si scambiano in sostanza le competenze (Servizi di polizia locale; servizi di protezione civile; servizi di sicurezza urbana; servizi attività produttive a Di Bari e Servizi lavori pubblici; servizi di manutenzione e tecnologici; servizi di mobilità e trasporti; servizi ambiente ed ecologia a Landillo). Invariati i compiti dell’assessore al Bilancio Tesauro, con l’aggiunta di una delega alla Spending Review. Invarate anche le mansioni el primo cittadino e del suo vice, qualora ritirasse le sue dimissioni.

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