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moncucco

BRUGHERIO – COLOGNO
LA STORIA DEL TEMPIETTO DI MONCUCCO DA LUGANO ALLA MARTESANA

set 19 • Arte, Cultura e Spettacolo, Eventi e AppuntamentiNessun commento

C’era una volta una chiesetta, sorta a Lugano nel XVI secolo e poi trasferita pietra per pietra a Brugherio per volere di un facoltoso mecenate. No, questa non è una favola, ma la storia molto particolare del tempietto di San Lucio a Moncucco.

Pietre a fior d’acqua” è il titolo del progetto che coinvolge non solo Brugherio, ma anche Cologno Monzese e la svizzera Lugano, in un itinerario storico e culturale che vuole ripercorrere le vicende della chiesetta. Si comincia il 23 settembre per poi finire il 23 ottobre, per un mese di iniziative e rievocazioni. Ma andiamo con ordine.

La storia del tempietto di San Lucio
La chiesa nacque come cappella dedicata a Sant’Antonio di Padova, annessa al convento di S. Francesco a Lugano. Quando a inizio “800 l’intero complesso venne messo all’asta, il Conte Gianmaria Andreani lo volle salvare progettando il trasferimento dell’edificio a Brugherio, in località Moncucco. Ed è proprio la ricostruzione neoclassica ad opera dell’architetto Albertolli a spiegare perché la chiesa viene comunemente definita tempietto.

Ma come è avvenuto il trasporto delle componenti dell’edificio cinquecentesco? Attraverso le vie d’acqua, che dalla svizzera arrivano in Brianza, passando per Como, Lecco e Cologno Monzese, fino a Brugherio, in un viaggio lungo 60 chilometri. Una storia molto particolare, che pochi conoscono, ma che ha fa parte della tradizione del Moncucco.

Le iniziative a Brugherio, Cologno e Lugano: “Pietre a fior d’acqua”
Nasce proprio da questo particolare metodo di trasporto il titolo del progetto ideato da Paolo Polvara e Mario Bertasa, realizzato a Brugherio dal Comune in collaborazione con l’Associazione Kairós, e inserita nella prestigiosa iniziativa culturale di Ville Aperte, promossa dalla Provincia di Monza e Brianza, e nel calendario della rassegna Colpi di Scena del Teatro San Giuseppe.

Si comincia dunque venerdì 23 settembre alle ore 21.00, proprio nella chiesetta di viale Lombardia angolo via San Maurizio, con lo spettacolo multimediale sulla traslazione del tempietto del Moncucco, accompagnato dalla voce di Mario Bertasa e dal violoncello di Walter Ponti. Si ripete poi sabato 8 ottobre alle ore 21.00 alla Villa Casati di Cologno Monzese e domenica 23 ottobre alle ore 16.30 alla Chiesa di San Rocco a Lugano.

È molto orgogliosa delle tante iniziative l’assessora alla Cultura Laura Valli, che spiega: “Per il quarto anno, Brugherio torna a mettere in vetrina alcuni dei siti storici che rendono unica e originale la sua storia proponendo la città come meta interessante per i visitatori, che torneranno a casa arricchiti dagli affascinanti racconti della nostra città e contenti di averle fatto visita”.

Tra i diversi monumenti a cui si riferisce l’assessora, spicca appunto il tempietto di San Lucio. “Particolarmente originale il taglio che quest’anno si è voluto dare alla visita del Tempietto. Non solo una visita, ma un vero e proprio progetto che, oltre a rappresentare uno dei punti di forza di Ville Aperte 2016, coinvolge ovviamente Brugherio, ma anche Cologno Monzese e Lugano, che costituiscono le tre principali tappe di questo epico viaggio di pietre “a fior d’acqua” e diventeranno perciò palcoscenico per il suo racconto” racconta.

Si aggiunge alla celebrazione del progetto anche l’assessore alla Cultura di Cologno Monzese Dania Perego: “Questa iniziativa mette a fuoco un evento molto interessante e poco conosciuto della storia locale in relazione all’uso delle vie d’acqua, il Naviglio Martesana nello specifico -commenta- Metallino (oggi nel territorio colognese, ndr) era un porto fluviale molto importante per il trasporto di merci e persone fino alla prima metà dell’800”. Interviene anche il sindaco colognese Angelo Rocchi, cogliendo “il legame consolidato da secoli, come è dimostrato dalle particolari modalità di traslazione del tempietto di Moncucco, tra il territorio di Cologno e le direttrici d’acqua dell’Adda-Martesana”.

Un’iniziativa molto originale, che coinvolge diversi territori, anche oltre la frontiera, per un proficuo incontro culturale e storico. Per maggiori informazioni è possibile consultare i siti web istituzionali dei Comuni coinvolti e la locandina in allegato (qui).

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