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CERNUSCO SUL NAVIGLIO
SPECIALE SCUDETTO: BASKET. LA LIBERTAS CERNUSCO E’ CAMPIONE DI ITALIA. LA VIDEO INTERVISTA A COACH MARCO CORNAGHI

giu 17 • Home, SportNessun commento

E’ passata poco più di una settimana, ma poco importa perché l’impresa è destinata a restare scolpita nel cuore di una squadra di basket, di una società di provincia, la Polisportiva Libertas Cernusco, ma soprattutto nella storia della pallacanestro italiana.

E’ successo solo due volte infatti, che una società, con la prima squadra che gioca in un  campionato di serie C2, vincesse lo scudetto italiano a livello giovanile.

Questa volta è toccato ai ragazzi di Cernusco sul Naviglio del 2001 “ed è la dimostrazione – ha detto coach Marco Cornaghi –allenatore dei campioni d’Italia nel video di copertina, che le favole sportive esistono davvero”.

I bufali under 15 di Cernusco sul Naviglio sono Campioni di Italia

 IL PERCORSO VERSO LO SCUDETTO

Se si fossero già fermati QUI  sarebbe stato già un successo da incorniciare, perché piazzarsi al primo posto in uno dei gironi più competitivi di Italia, quello lombardo,  a parimerito con l’Olimpia Milano (la cui prima squadra è campione d’Italia di serie A) non era assolutamente scontato.

A Ponzano Veneto, dove se la sono giocata con con le TOP 32 di Italia, negli 8 concentramenti interregionali, qualificandosi addirittura con una gara in anticipo, qualcuno iniziava a quel punto a crederci sul serio, anche se era vietatissimo dirlo, un po’ per scaramanzia, un po’ perché ancora troppo presto e forse  perché ancora non si conoscevano i sorteggi che avrebbero segnato il cammino dei campioni d’Italia, ma a quel punto l’imperativo iniziava ad essere abbastanza chiaro nella testa dei ragazzi di coach Cornaghi: crederci a tutti i costi!

E così è stato. Soprattutto dopo la prima sconfitta con la temutissima Reyer Venezia.

Da lì in poi la differenza l’ha fatta il cuore, la grinta e la passione che coach Marco Cornaghi è stato in grado di trasmettere ai suoi: i bufali battono Roma (56-47) e vincono in rimonta su Reggio Emilia (83-74), una delle candidate al titolo.

Proprio la rimonta è stato il leitmotiv dello scudetto cernuschese a dimostrazione che il titolo è stato voluto, cercato ed ottenuto, più di qualsiasi altra cosa.

Ai quarti di finale ancora Olimpia Milano e derby lombardo, i bufali vanno sotto, soffrono, lottano ma alla fine rimontano 11 punti e battono le scarpette rosse.

A quel punto il cassetto era aperto, il sogno era lì, bastava allungare una mano per prenderselo. E così è stato in una semifinale tutta cuore e difesa che i biancorossi cernuschesi hanno vinto proprio contro i padroni di casa, che hanno fatto tutto bene tranne sottovalutare la fame di vittoria dei bufali.

Sotto questa volta di 18 punti sono riusciti ancora a ribaltare il risultato per giocarsi la finale della vita contro Varese.

La cronaca della partita che ha cambiato le sorti del basket italiano potete trovarla QUI a noi di “fuori dal comune” il dovere di farvi comprendere la portata dell’impresa che di fatto ha una portata storica, più unica che rara.

 LA SQUADRA

Non si tratta di una squadra di fenomeni a livello individuale –ci ha spiegato il coach campione di Italia Marco Cornaghi, ne abbiamo utilizzato particolari schemi di gioco da capogiro, la nostra arma più devastante è stata la coesione del gruppo, la voglia di vincere, il lavoro duro in palestra, una solida e intensa difesa che ci ha permesso di recuperare partite anche quando sembravamo spacciati. Il resto lo ha fatto lo spogliatoio, il gruppo, i ragazzi, lo staff tecnico e la società che ci ha sempre sostenuto”, anche se dal punto di vista del lavoro individuale e della crescita cestistica dei giovani bufali si sono visti i risultati come confermano i 18 punti nella gara scudetto da parte dell’MVP delle finals Federico Ferraris, e l’inserimento di Edoardo Buffo nel quintetto ideale di Italia.

La formazione under 15 campione d'Italia 2016

La formazione under 15 campione d’Italia 2016

La formazione della Libertas Cernusco, campione d’Italia under 15.

Da sinistra, in alto: Alberto Lomuscio (Ass. coach), Massimo Pirri (Ass. coach), Edoardo Giacon, Pietro Bassi, Federico Rivetti, Lorendo Naldini, Federico Casati, Thomas De Gregorio, Matteo Cazzaniga, Damiano Bernacchini (Preparatore fisico), Marco Cornaghi (Coach).

Da sinistra, in basso: Federico Ferraris, Giorgio Cremaschi, Nicola Luisari, Matteo Franco (cap.), Edoardo Buffo, Niccolò Giulietti, Stefano Bumeliana, Samuele Romano.

 

 IL COACH

Ho iniziato quasi per scherzo –ci racconta l’allenatore sul tetto di Italia- spinto e motivato da mio fratello Riccardo, che aveva aperto la strada e da Matteo Gerli, ex cestista, ora imprenditore sportivo di successo di Enjoy Sport”

Me lo ricordo ancora come se fosse ieri quando per causa di forza maggiore 8 anni fa ho dovuto sostituire in un torneo il vice di mio fratello con gli esordienti under 13 a Mestre, e da allora quasi come un’esperienza mistica ho capito che il mio posto doveva essere sulla panchina per guidare i ragazzi in campo”. Dopo due terzi posti e una serie di importanti riconoscimenti dal mondo cestitistico (LEGGI QUI)Marco Cornaghi, pensava di aver raggiunto il massimo che si potesse ottenere come allenatore, ma non sapeva che il bello doveva ancora attivare. “Mi sembra di vivere in un sogno –ha dichiarato ai microfoni di fuoridalcomune.it (in copertina la VIDEOINTERVISTA completa), ma quel sogno che qualsiasi allenatore coltiva dal primo momento in cui si siede su una panchina ora per me è diventato una splendida realtàDifficile ora chiedere di più, se non ricordarsi  per sempre che siamo e siamo stati campioni d’Itlaia”, anche se proprio in queste ore la squadra campione d’Italia sta disputando un torneo internazionale con squadre di livello europeo come Bamberg, Real Madrin, Cedevita Zagabria e Olimpyacos Pireo, “e sinceramente –continua Cornaghi- vedere il nome della Libertas Cernusco accostato a i mostri sacri europei è ancora più d’effetto, come dire, se è un sogno, vi prego di non svegliarmi”.

LA VITTORIA DELLO SPORT, DEI SUOI VALORI: LA VITTORIA DELLA PALLACANESTRO

Ci sono vittorie sul campo e vittorie sportive, così come ci sono le favole e quelle dai finali commoventi, senza fiato, e dall’alto contenuto etico e morale.

Non poteva essere che così anche per la favola dello scudetto cernuschese, impreziosito da un gesto, passato in sordina per la cronaca ma destinato a rimanere cucito nel cuore di chi lo ha vissuto esattamente come il tricolore che si porterà sul petto.

Siamo in semifinale. E’ il minuto 39 e il punteggio è 60 a 57 Bassano, la squadra di casa.

Cernusco sbaglia il tiro e nel rimpallo la palla finisce fuori. L’arbitro fischia rimessa per Bassano.

A un certo punto però un giocatore della squadra veneta si avvicina agli arbitri e dichiara, fra l’incredulità generale, che la palla l’ha proprio toccata lui.

L’arbitro prende atto e assegna la rimessa agli avversari la partita si conclude con la vittoria di Cernusco per 62 a 60.

“Questo gesto -ha dichiarato la società di casa – è per noi, per tutto il movimento che rappresentiamo la forma più alta di vittoria, è la vittoria dell’onestà, la vittoria dell’etica, la vittoria del sacrificio e della lealtà, non solo verso i propri compagni, ma anche verso gli avversari. Nessuno di noi, nessuno dei ragazzi qui presenti, avrebbe scambiato la decisione per invertire il risultato. Questo insegna il basket e questo insegna Oxygen”.

Grazie Leonardo Scalco per averci commosso e illuminato con la tua scelta e grazie ad altri tre ragazzi che hanno fatto lo stesso gesto durante queste finali.

Grazie anche da parte della redazione di Fuoridalcomune.it per averci fornito lo spunto per raccontare “una favola nella favola”, perché di storie come queste vorremmo riempire il nostro giornale.

 

 

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