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COLOGNO
AUMENTA LA TASSA SUI RIFIUTI E L’ IRPEF RESTA AL MASSIMO SENZA DETRAZIONI

apr 30 • Cronaca, Politica e AmministrativaNessun commento

Ripulendo la discussione da dati, tabelle, relazioni e tecnicismi, la sostanza per cittadini, commercianti e imprese è una sola: la tassa sui rifiuti (TARI) aumenterà in questo 2016, e resterà al massimo valore l’ addizionale IRPEF senza alcun tipo di detrazione per i lavoratori autonomi con un reddito inferiore ai 14.000 euro. Se nell’anno precedente l’amministrazione aveva dovuto rincorrere un bilancio ereditato per lo più dalla passata gestione, questa volta il documento è tutta farina del sacco della giunta Rocchi, una farina costosa a quanto pare, anche se al momento non è dato sapere quanto di preciso.

TARI
Nel 2015 il valore del prelievo fiscale era in diminuzione poiché l’amministrazione aveva restituito ai contribuenti quanto era stato incassato in più rispetto al previsto, per un totale di 466.299 euro. Ora i tecnici parlano di un aumento dei costi fissi di servizio di circa 350.000 euro, e l’ assessore al Bilancio Gianfranca Tesauro (FdI),  di “quote insolute” relative a coloro che non hanno pagato la tassa, elementi che concorrerebbero all’aumento sull’aliquota, che graverà sulle famiglie per il 39% e sulle utenze non domestiche per il restante 61%. Facile pensare che l’aumento a carico dei cittadini serva a coprire un vuoto dato dall’evasione dunque, ma su questo l’assessore Tesauro smentisce: “Ci sono famiglie che non hanno potuto pagare perché rimaste senza lavoro, perché in difficoltà, o perché hanno lasciato la città per trasferirsi altrove e non sono rintracciabili”.

Nonostante le incalzanti richieste dell’opposizione, in particolare della consigliera Verzino (CSD), per capire a quanto ammonterebbe in previsione l’aumento, i tecnici non hanno scucito cifre nemmeno previsionali: “Rispetto al regime TARSU ci sono variabili di cui tener conto, che al momento non consentono una previsione precisa della percentuale di aumento”, hanno detto, confermando invece le riduzioni del 30% e 35% sulla TARI per i commercianti che aderiranno al progetto no slot di dismissione o non installazione di slot machine nei propri esercizi.

Eppure le premesse portate in consiglio dall’ assessore all’ Ecologia e Ambiente Giuseppe Di Bari, avevano fatto intendere tutt’altro panorama, con un quadro generale della raccolta differenziata in netto miglioramento rispetto all’anno precedente (per il quale il Comune deve ancora incassare una rata della tassa rifiuti). Di Bari ha parlato di “migliore qualità e quantità della raccolta differenziata, che nel 2015 è salita al 64%  e che ci auguriamo di portare presto al 65%”, e ancora di aumento degli introiti rispetto alle previsioni” per oltre 100.000 euro, e di una “diminuzione dei costi di smaltimento presso il CORE” scesi sotto il milione di euro. Una premessa che avrebbe fatto pensare quindi ad una diminuzione della pressione fiscale che non c’è stata però.

IRPEF
Eliminare le detrazioni sull’addizionale IRPEF per i lavoratori autonomi al di sotto dei 14.000 euro di reddito annui, era stata una scelta che l’amministrazione aveva considerato “obbligata“, visto il disavanzo lasciato dalla giunta precedente. Allora fu il capogruppo di Fratelli d’Italia Nicola Tufo a promettere dal banco del Consiglio Comunale, il ripristino delle detrazioni nel primo documento redatto interamente dalla nuova giunta. Arrivati ad oggi invece tutto è rimasto invariato, l’ IRPEF allo 0,80% è al massimo valore per tutti i contribuenti e nella seduta consiliare di discussione, Nicola Tufo è arrivato solo nel momento della votazione del provvedimento, alla quale ha dato il suo parere favorevole.

La spiegazione data dall’ assessore Tesauro, secondo il principio del meccanismo di compensazione per il mancato gettito derivato dal taglio del Governo Renzi sulla TASI, non ha convinto per nulla l’opposizione, anche perché tutti i comuni si sono ritrovati con meno fondi in tal senso, ma solo Cologno nella zona ha optato per una scelta al rialzo che farà guadagnare al comune 500.000 euro, cifra non irrisoria ma nemmeno un valore esorbitante per la realtà colognese: “Avremmo voluto ripristinare le detrazioni, ma la politica del Governo Renzi non ce l’ha consentito” ha chiosato Tesauro.

Immediate le reazioni dell’opposizione, con il duro intervento di Monica Motta del Movimento 5 Stelle: “Voto contro questo provvedimento perché mi vergogno e mi venrgogno per voi. Eravate quelli del cambiamento, e invece andate ancora a colpire i poveracci. Ditemi come fate a votare una cosa del genere, perché non avete lavorato per ripristinare le esenzioni ? Perché non avete fatto una scelta differente che sicuramente potevate fare? Parlavate di rilancio dell’impresa, ma chi si insedia in una città guarda subito alla tassazione, e voi avete aumentato tutto. Non avete scuse di nessun tipo ora”.

Luciano Cetrullo, PD, affonda il colpo: “Non conta tanto cosa diremo noi stasera, ma cosa dirà domani la gente davanti ad un aumento delle tasse, e la gente lo saprà e ne trarrà le conseguenze. Per un risparmio di 500.000 euro, sarebbe bastata una riflessione da buon padre di famiglia, che toglie da una parte per mettere dall’altra”; e sempre da area PD arriva la posizione di Alessandro Del Corno, che nell’anno passato aveva proposto proprio a Nicola Tufo di lavorare su possibili scaglioni di reddito cui applicare l’addizionale IRPEF, lavoro che non ha trovato seguito nel capogruppo di FdI: “Avevate ereditato una situazione contabile che non dipendeva da voi e allora vi si poteva capire, ma adesso avete avuto un anno pe trovare una soluzione e lavorare per ripristinare gli aiuti ai più deboli, e non lo avete fatto. Non siete riusciti politicamente a rispettare gli impegni presi solennemente in consiglio con i cittadini, e non avete motivazioni per questo”.

Non concede nulla nemmeno Loredana Verzino di Cologno Solidale e Democratica: “C’è una politica di austerità che parte dall’Unione Europea e a cascata grava sui comuni, ma qui si potevano fare scelte diverse. Invece avete trovato soldi per affidarvi a consulenze esterne, che se trovate in casa valorizzando il lavoro dei propri dipendenti avrebbero fatto risparmiare, ma non li avete trovati per sostenere i cittadini e non gravare su di loro”. Della stessa opinione anche il capogruppo PD Giovanni Cocciro, che ha definito senza mezzi termini tassa sulla povertà quella dell’ IRPEF, e poi a margine della seduta ha fatto notare come fosse illegittimo il conferimento dell’incarico per la predisposizione del bilancio al Dottor Scupola in quanto avvenuto -dice Cocciro- ad personam, in modo discrezionale, senza procedura comparativa e in violazione dell’articolo 7 del decreto legislativo 167, e anche l’organo di revisione dei conti raccomanda il rispetto di questa norma, e per tanto potremmo anche pensare di procedere legalmente a riguardo”.

I voti contrari espressi dalla minoranza sia su TARI che su IRPEF, sono contati poco rispetto alla marcia compatta della maggioranza, e ora l’attenzione si sposterà sulla discussione del bilancio attesa nei prossimi giorni.

 

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