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NORDMILANOCOLOGNO

COLOGNO
USCITA DAL NORD MILANO APPROVATA. SESTO E GLI ALTRI: “SCELTA CHE ROMPE GLI EQUILIBRI”

mar 7 • Cronaca, Politica e AmministrativaNessun commento

A maggioranza, il consiglio comunale di Cologno Monzese ha approvato la mozione del sindaco leghista Angelo Rocchi per l’uscita della città dalla Zona Omogenea della Città Metropolitana Nord Milano a quella dell’Adda Martesana .

L’assunto di partenza del sindaco è che la vita quotidiana dei suoi concittadini, scorra lungo l’asse del Naviglio, dove sistema di trasporti, strutture socio sanitarie e viabilità non solo sarebbero a suo dire più affini, ma sono quelle di riferimento per i colognesi da sempre. La maggior parte di loro, stando alla disamina del sindaco, è nata a Cernusco, si affida a strutture di ricovero per anziani a Vimodrone, ha come riferimento per la disabilità psichica ancora Cernusco, e ancora a livello di decanato rientra sotto Vimodrone; per sbrigare la spesa quotidiana se esce dalla città si dirige verso Carugate o Brugherio, ed infine non si dimentica come la grande biblioteca cittadina rientri nel Sistema Bibliotecario Nord Est Milano. La vita pubblica insomma, scorre lungo l’asse del Naviglio Martesana, collegamento naturale tra Cologno, Vimodrone, Cernusco, Carugate, laddove invece il Lambro e le tangenziali, risulterebbero più che altro delle barriere.

“Le politiche di intercomunalità, condivisione di servizi, e gestione delle partecipazioni indotte dall’appartenza di Cologno alla zona del Nord Milano politicamente uniforme, hanno troppo spesso determinato l’erogazione di servizi al cittadino insufficienti o inadatti alla città -ha spiegato Rocchi- anche perché la capacità di decisione autonoma colognese è stata per troppo tempo residuale rispetto ad equilibri già stabiliti, e sovente ci si è dovuti confrontare con il fatto compiuto senza possibilità di replica”. Le politiche del Nord Milano non avrebbero dunque portato nessun valore aggiunto, ma una posizione di marginalità e subalternità della città rispetto ai processi di programmazione e decisione che poco hanno tenuto conto di Cologno, territorio di confine rispetto al gruppo trainante del Nord Milano formato da Sesto, Cinisello, Bresso, Cormano, Cusano Milanino, e Paderno Dugnano. “Per anni -sostiene il sindaco di Cologno- siamo stati ridotti a un satellite, subalterni al carrozzone sestese, stretti nella morsa tra Sesto e Cinisello. Abbiamo un legame fisico, identitario, culturale con la Martesana”.

Con l’uscita di Cologno dalla zona omogenea, tutto questo finirà secondo Angelo Rocchi, Cologno potrà tornare a contare nelle scelte che la riguardano, e Regione Lombardia sembrerebbe condividere questa battaglia per portare una delle più popolose città della zona, ad attivare nuove condivisioni di servizi: “Potremo attivare nuove forme di erogazione dei servizi più efficienti e meno gravose per le tasche dei cittadini, il tutto con il rispetto dei confini e contiguità storico, geografiche e di tutela ambientale che ad oggi, secondo lo schema di Città Metropolitana, sono disattesi”. E proprio al neonato ente sostitutivo della Provincia, Angelo Rocchi propone un secondo step. Conscio di come l’area in cui spera di rientrare abbia un alto numero di abitanti, propone a Città metropolitana di Milano di assumersi l’incarico di costituire due zone omeogenee più piccole, la Martesana e l’Adda, in modo coerente.

E come reagiscono gli altri comuni del Nord, all’idea di perdere Cologno ?
Recentemente Rocchi aveva informato i colleghi del Nord Milano in merito alla sua decisione, alla lettera di dicembre indirizzata a Città Metropolitana e agli incontri con esponenti della Regione, senza però formalizzare la richiesta a loro, e scusandosi quindi per lo sgarbo istituzionale. I sindaci di Bresso, Cinisello Balsamo, Cormano, Cusano Milanino, Paderno Dugnano e Sesto San Giovanni, hanno impugnato carta e penna: “Rocchi qualche giorno fa, in un incontro dell’area omogenea Nord Milano ci aveva comunicato questa sua intenzione, ma ancora in fase iniziale, non siamo però entrati nel merito -hanno scritto in un comunicato- Noi riteniamo che Cologno Monzese sia una risorsa per il Nord Milano. E’ una decisione che mette in discussione equilibri, relazioni e servizi, tra questi la nuova ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) che ha la zona omogenea del Nord Milano come riferimento. Rimaniamo a disposizione per un confronto serio e costruttivo sulle motivazioni che hanno portato a questa decisione”.

I voti del Consiglio Comunale
In città intanto, il Consiglio Comunale ha plaudito alla scelta del sindaco, e consensi sono arrivati anche dall’opposizione, con Cosimo Sansalone (Movimento Civico Sansalone) che ha approvato la mozione considerandola una “battaglia giusta”, e ha bacchettato il sindaco per non avere inoltrata prima proprio perché “Cologno non ci ha mai guadagnato nulla”. Sulla stessa linea Monica Motta (Movimento 5 Stelle) che ha inoltre proposto al sindaco di indire un referendum a proposito. Più critico Salvatore Capodici (Cambia Cologno), che ha ricordato al primo cittadino la necessità di abbandonare il Consorzio Recupero Energetici di Sesto San Giovanni e dal Ctp in liquidazione ormai dal 2010.

Non ha votato Alessandro Del Corno (Pd), che pur sostenendo la permanenza di Cologno nell’area del Nord Milano, riconosce la necessità di “pesare maggiormente”, e giocarsi un nuovo ruolo all’interna della zona omogenea. Ha invece votato contro Loredana Verzino (Cologno solidale e Democratica) che sostiene: “Sono molti i servizi che ci accomunano al Nord Milano, basta pensare all’azienda socio sanitaria. Le valutazioni del sindaco non sono oggettive, In più aggiungo che la suddivisione delle aree omogenee è stata fatta anche in base al numero degli abitanti, e non solo come elemento matematico”. Giovanni Cocciro (Pd), contro la mozione, aggiunge : “Nella città metropolitana il Nord Milano avrà un assetto e sviluppo strategico e non capirlo è da miopi, inoltre Cologno non ha nulla da condividere con la Martesana” .

Al di fuori del consiglio, per Sinistra Colognese risultano “strumentali e poco veritiere” le motivazioni di Rocchi, poiché tutti i servizi a carattere sovracomunale, che fanno riferimento a Cologno, sono collegati con il sistema del Nord Milano, dai trasporti allo smaltimento rifiuti al sistema sanitario.

FRANCA ANDREONI

 

 

 

 

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