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COLOGNO
PARTE L’INNO DI MAMELI, SINDACO E ASSESSORE NON SI ALZANO: “E’ COERENZA POLITICA”

gen 23 • Home, Politica e AmministrativaNessun commento

Parte l’inno d’Italia, tutti si alzano in piedi nella sala consiliare gremita di bambini, maestre, e politici in occasione del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Non il sindaco Angelo Rocchi però, e nemmeno l’assessore Dania Perego, che sulle note dell’inno di Mameli restano seduti. E’ cosa nota come la Lega Nord abbia da sempre polemizzato contro le note di Fratelli D’Italia, tanto che nel 2011 gli esponenti del carroccio in Regione Lombardia, non entrarono nemmeno in aula durante l’esecuzione del brano prima della seduta consiliare.

E proprio questo sta dietro al gesto dei due politici colognesi. “E’ questione di coerenza politica e di appartenenza ad un partito di cui sposiamo il pensiero -ha spiegato Dania PeregoAlcune maestre mi hanno riferito che i bambini si sono fatti delle domande, e ci sono rimasti male. Bhè, molto semplicemente basta spiegare loro che siamo in democrazia, che non tutti sposano le stesse idee, e che è corretto rispettare le espressioni di pensiero di tutti”.

Ma dai banchi dell’opposizione i consiglieri comunali, quelli adulti, non hanno gradito, in particolare il capogruppo PD Giovanni Cocciro, che ad inno iniziato a esortato il sindaco ad alzarsi. “E’ inaudito -ha commentato- i bambini erano tutti in piedi ed erano pronti a cantare con il consiglio riunito. Assurdo che il primo cittadino, che ha giurato sulla Costituzione Italiana e con la fascia tricolore, si sia rifiutato di cantarlo”.

Sulla stessa onda anche Salvatore Capodici, di Cambia Cologno, che afferma: Sembra una banalità ma è una cosa gravissima perché è una mancanza verso un dovere istituzionale fondamentale, che un primo cittadino non può permettersi, indipendentemente dalla coerenza verso il suo partito”.

Loredana Verzino di Cologno Solidale e Democratica, al suo primo consiglio comunale dei ragazzi, smorza la polemica senza però sminuire l’accaduto. “Non ne farei onestamente una questione di stato, perché ciò che conta è il successo di questa iniziativa che deve continuare nel tempo -ha spiegato- Vero è che i doveri e i ruoli istituzionali superano l’appartenenza partitica, e alzarsi e cantare l’inno italiano è forma di rispetto, non farlo è una mancanza verso i ragazzi che erano presenti al consiglio, e verso le istituzioni che si rappresenta”.

Dunque i ragazzi nel loro primo consiglio del 2016, hanno saggiato ciò che la politica può riservare oltre alla gestione della cosa pubblica, ovvero il confronto tra posizioni diverse, la libertà d’espressione, il dissenso, l’opposizione, la critica, l’appartenenza politica, il rispetto dei ruoli e delle funzioni, e comunque, la partecipazione.

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