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SEGRATE SPECIALE BOFFALORA
DALLA NASCITA DELLA VICENDA “SANTA MONICA”, ALLE POLEMICHE ATTUALI

nov 5 • Cronaca, Home, Politica e AmministrativaNessun commento

La lunga e complessa storia del quartiere Boffalora a Segrate da anni anima le discussioni più o meno politiche della città. La questione è stata affrontata recentemente anche dai membri del nuovo consiglio comunale, ma è necessario risalire al principio per comprendere meglio la vicenda.

MARIO DE GASPARI: LA STORIA DI SANTA MONICA  E IL MONDO IMMOBILIARE
Tra i massimi conoscitori della storia di Santa Monica c’è l’ex Sindaco di Pioltello Mario De Gaspari, che ha parlato della vicenda anche nei suoi libri “Malacittà: la finanza immobiliare contro la società civile” e “Bolle di mattone: la crisi italiana a partire dalla città, come il mattone può distruggere un’economia”.

il malaffare
Questo progetto ha una caratteristica rispetto a tutte le vicende urbanistiche che si sono intrecciate con la cronaca finanziaria e giudiziaria milanese e nazionale: è un concentrato di tutto il malaffare e di conflitti di interesse, per come sono state stravolte e usate legislazioni specifiche a fini speculativi, per gli intrecci tra banche, finanza, speculatori immobiliari, interessi privati degli amministratori -comincia De Gaspari- La particolarità è che tutti i soggetti che hanno costruito l’operazione immobiliare sono falliti: la Cassa di risparmio di Ferrara che ha dato il finanziamento è commissariata dal maggio 2013, la finanziaria Sopaf dei signori Magnoni che aveva fatto l’intermediazione e la società dei proprietari dei terreni, i Siano. C’è stato un processo molto lungo ancora non concluso, in cui ci sono state 8 condanne molto pesanti”.

la crisi finanziaria
Da consigliere provinciale, De Gasperi si era interessato ai tempi, di questioni urbanistiche relative e connesse al mondo della finanza, ed in quegli anni si era all’inizio della vicenda Santa Monica. “Mi ero reso conto che i grandi progetti urbanistici erano strumenti per spremere soldi alle banche, con complicità da parte di queste ultime, e dove l’interesse dei costruttori non era tanto costruire ma valorizzare i terreni attraverso l’ottenimento di volumetrie edificatorie- racconta De Gaspari- Nel 2008 con la crisi finanziaria mi ero reso conto che il nodo centrale era legato alla speculazione immobiliare, questione riconosciuta nel dibattito statunitense ma non in Italia. In quel periodo c’erano molte operazioni immobiliari latenti, cioè erano stati ottenuti i permessi a costruire ma non si era ancora cominciato a farlo. Attraverso questo meccanismo si era creata molta moneta dalle banche attraverso il credito. Grandi operazioni immobiliari con grandi finanziamenti da parte della banca corrispondono a molto denaro messo in circolazione che permette ulteriori attività speculative e investimenti in terreni”.

Il punto di avvio degli studi di De Gaspari è proprio Santa Monica dunque. “Intrecci e difficoltà legati all’operazione già si vedevano. Nel 2008 il sistema immobiliare si blocca a causa della crisi, i cantieri si fermano, le banche non danno più finanziamenti, la gente non acquista più case. Tutte queste operazioni immobiliari finanziate a credito arrancano, e così anche quella del cantiere di Santa Monica. Gli operatori immobiliari avevano abitudine di usare soldi dei finanziamenti per acquistare altri terreni. Non è escluso che con i soldi per Santa Monica abbiano acquistato il terreno di Pioltello adiacente”.

DA SANTA MONICA A MILANO 4 YOU
Il sogno del moderno quartiere si arena così, tra questioni giudiziarie, cantieri interrotti e fallimenti (qui). Un momento di svolta arriva alla fine dell’ultima amministrazione Alessandrini. Risale a gennaio 2015 la notizia del cambio di nome da “Santa Monica” a “Milano 4 you”: cambio che ha segnato il passaggio dalla Vegagest alla società tedesca Phoenix Gmbh, dopo il fallimento della precedente proprietà. La nuova proprietà ha eredito una situazione complessa, non facile da gestire.

Ad oggi nel quartiere Boffalora di Segrate restano molti i problemi, la situazione è critica. Una sorta di cantiere mai finito, dove le famiglie abitano in condizioni non facili tra infiltrazioni d’acqua nei piani inferiori e spese da capogiro per il mantenimento in attività delle pompe per drenare l’acqua. Questo crea ovviamente condizioni di insicurezza, con rischi di blackout e incendi.

LE RECENTI POLEMICHE POLITICHE
Come ha intenzione di gestire questa situazione la politica segratese?
Damiano Dalerba del Partito Democratico ha ricordato che entro il 19 novembre l’amministrazione comunale ha il compito di deliberare in merito all’approvazione del Piano Boffalora, tenendo conto delle osservazioni giunte da parte dai cittadini fino allo scorso luglio.

Dalerba PD
Dalerba ha aggiunto: “Nei limiti consentiti della legge e nel rispetto del Programma elettorale che ha portato all’elezione del Sindaco Micheli riteniamo che sia essenziale prevedere una riduzione del 50% delle volumetrie di progetto, senza intaccare però le quote previste per l’housing sociale ed anzi valutando l’uso dei soldi destinati allo standard qualitativo per la costituzione di un fondo di garanzia per l’accesso al credito di coloro che dovessero averne bisogno per acquistare casa, sia per salvaguardare gli interessi della nostra comunità, che per realizzare una soluzione armonica con la pianificazione generale della nostra città. Ci pare essenziale infatti ricordare che se il Piano venisse varato così com’è si arriverebbe a costruire un nuovo quartiere di Segrate di oltre 4000 abitanti con una densità di fabbricati pari quasi al doppio di quella di Milano2”.

Movimento 5 Stelle
Sulla questione si è espresso anche il Movimento 5 stelle ribadendo di essere “da sempre contro al consumo del suolo e contro la cementificazione selvaggia, ma è evidente che in questo caso la soluzione da adottare dovrà cercare di contemperare tutte le esigenze, con particolare riferimento alla salute e all’incolumità dei residenti, che oggi si trovano ad abitare in un quartiere “fantasma” chiedendo che il loro edificio venga messo in sicurezza. Riteniamo che sia quindi necessario permettere all’operatore di creare le ulteriori infrastrutture con il minore consumo di suolo possibile”.

Per quanto riguarda la proposta del PD, i pentastellati sono piuttosto scettici. “E’ inevitabile che la riduzione della cubatura del 50%, auspicata nei giorni scorsi dal PD, non sia percorribile e causerebbe soltanto l’abbandono del “tavolo delle trattative” da parte dell’operatore, lasciando nuovamente i residenti a loro stessi. La domanda allora è: perchè il PD ed il suo segretario Dalebra hanno atteso fino ad oggi per avanzare una simile proposta? Perché non se ne fa minimamente cenno nelle osservazioni presentate da Dalerba al PII Milano 4 You? Si tratta solo di un annuncio da campagna elettorale, finita, oppure c’è l’intenzione di dare un colpo di coda quando ormai i cittadini non hanno più la possibilità di presentare alcuna osservazione essendo il termine scaduto 60 giorni fa?”.

La questione naturalmente non si chiude qui, di sicuro ancora per molto tempo sentiremo parlare di Santa Monica e della sua lunga storia segnata da vicende giudiziarie, speculazione e gravi difficoltà per le famiglie.

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