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CASSINA
POLEMICHE E CHIAREZZA SU QUANTO STA DIETRO AL “REST+ART” FESTIVAL

ott 28 • Cronaca, Home, Politica e AmministrativaNessun commento

Doveva essere una bella notizia per tutti, o quasi: Cassina inserita in un libro sui comuni dipinti della Regione Lombardia, ovvero quelli che ospitato sui loro muri opere di street artists noti e apprezzati. La cosa invece, ha scatenato un polverone di polemiche che hanno avuto il sapore di un fuoco subito riacceso sotto le braci ancora calde.

LA POLEMICA
Ma quanto è costato questo progetto ?”,Ma chi c’era dietro a questo progetto?”, “Ma cosa dire di quel murales sulla palestra delle scuole ?”. Queste sono solo alcune delle domande che molti cittadini hanno riversato sui social dopo averle fatte pervenire all’amministrazione stessa. Va detto infatti, che dietro alle osservazioni di alcuni cassinesi, si trovavano mesi e mesi di tentativi per avere chiare risposte in merito all’organizzazione di un evento che inizialmente era parso a costo zero, e che proprio su questa definizione ha dato il via a fraintendimenti e polemiche, poiché sia dal Vicesindaco Novelli che dall’Assessore alla Cultura Vecchi, sono arrivate indicazioni in merito a costi sostenuti durante l’organizzazione, e per giunta con qualche discordanza, come ha segnalato Massimiliano Di Gennaro, uno dei cittadini che più di chiunque ha preteso dalla Giunta Mandelli spiegazioni scritte alle sue perplessità.

I COSTI DEL PROGETTO
A fronte del polverone innescato, abbiamo voluto fare un po’ di chiarezza. Qualcosa a costo zero c’è stato e non poco: Il progetto è stato effettuato grazie all’azione del gruppo spontaneo Restart, composto prevalentemente da giovani del territorio –ha spiegato l’Assessore alle politiche giovanili Tommaso Chiarella- gruppo che ha coordinato e promosso l’iniziativa in toto, senza ricevere compensi ma a titolo gratuito e di volontariato”. A qualcuno si è storto il naso già da qui, poiché tra i giovani è presente anche la figlia del Sindaco Mandelli, e fa niente se non sono girati soldi e l’abbia fatto solo perché le piaceva, per qualche cittadino la sua presenza era inopportuna per il semplice fatto di essere figlia del primo cittadino, anche se era volontaria.

Nessuna retribuzione per gli organizzatori e nessun compenso nemmeno per gli artisti, che si sono accontentati di forniture di materiale per il lavoro, di essere ospitati dalle famiglie dei ragazzi, e di essere “sfamati” dal cibo offerto da alcuni sponsor, come vedremo in seguito. Ecco dove spuntano allora i 4.444,75 euro di spese a carico dell’ ente per il progetto Restart: 1169,75 euro per le vernici e il materiale, 2745 euro per il noleggio della piattaforma levatrice e del lavoro che ha consentito la preparazione per lo sfondo del murales sulla palestra, e 530 euro come contributo all’associazione giovanile Fuori La Voce che ha concretamente portato a compimento il progetto. Vanno aggiunti 1220 euro di noleggio server luci e audio per il concerto correlato all’iniziativa “Walls Art Fest”.

IL MURALES SULLA PALESTRA DELLE SCUOLE
Un costo c’è
, anche se mitigato dal grande contributo arrivato da sponsor privati che hanno fornito parte del materiale come china e acrilici, stampato volantini e manifesti e fornito bombolette e pranzi per gli artisti. Dunque dei costi sono stati sostenuti per un progetto che era presente sin dalla stesura del programma elettorale del candidato Mandelli, un’iniziativa che non è dunque arrivata come un fulmine a ciel sereno, sebbene la polemiche siano state roboanti come un tuono. Soprattutto rispetto al dipinto sul muro della palestra (foto di copertina). Un disegno passibile di giudizi e critiche, come ogni opera d’arte, ma che in questo caso ha destato malcontento poiché parso inopportuno rispetto alla location prescelta frequentata dai bambini. Un disegno, quello di Jacopo Ceccarelli alias 2501, poco gioioso, piuttosto cupo e lugubre almeno nell’impatto del colore, qualcosa che per molti si sposa male con i piccoli utenti della palestra, e che su Facebook si è trascinato un plebiscito di critiche e la nascita di un censimento spontaneo che aveva visto quasi il 70% dei partecipanti volerne la rimozione.

GLI AUTORI DEL LIBRO E I PROGETTI FUTURI PER L’ARTE MURALE A CASSINA
A proposito poi degli autori del libro che ospiterà Cassina tra i paesi dipinti più noti della Lombardia, un’altra osservazione è giunta in superficie: uno degli autori, Giannella, è cassinese: “Certo, ma è anche un professionista affermato a livello nazionale –ha chiarito Chiarella- è l’ ex direttore di Airone e dell’Europeo, che non sono proprio piccole testate”. Insomma, sembra non esserci tregua alle polemiche, che non fermeranno comunque i futuri progetti dell’amministrazione: “Alcuni muri del nostro paese saranno messi a disposizione di chiunque abbia un valido progetto di writing o street art –ha concluso l’assessore Chiarella- Pensiamo inoltre di organizzare un evento dedicato a questi temi con cadenza annuale che punti a diventare un riferimento per tutta l’area della Martesana ed a coinvolgere artisti di rilievo, incentivando la creatività e consentendo la libera espressione artistica, in ogni sua forma”.

Sulle polemiche accese, alcune completamente condivisibili se si chiede conto ad un governo locale dei soldi spesi per un evento, viene da chiedersi molto di più però: a livello locale, quanto è possibile fare e quanto ci si può mettere in gioco, se ad un certo punto i propri genitori o parenti rivestono un ruolo pubblico ? A quanto bisogna rinunciare, per evitare di diventare capri espiatori o bersagli facili ? E in ultimo, come è possibile restare oggettivi davanti ad un’idea, e considerarla buona o cattiva, indipendentemente dalle proprie appartenenze politiche ?

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