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MARTESANA NO SLOT
PARTITO IL PERCORSO CONTRO LA LUDOPATIA “GIOCO MA NON MI AZZARDO”

ott 19 • Cronaca, Home, SaluteNessun commento

A luglio vi avevamo dato notizia del successo ottenuto dal progetto “gioco ma non mi azzardo“, presentato in Regione Lombardia e classificatosi al 5° posto tra tutti i progetti simili partecipanti al bando inerente. La scorsa settimana il percorso ha avuto inizio ufficialmente, con la presentazione di ciò che avverrà nei prossimi dieci mesi nelle città del distretto 4 coinvolte. Capofila in questa proposta di sensibilizzazione contro il gioco d’azzardo patologico, è il Comune di Carugate, che nella figura del primo cittadino Umberto Gravina e dell’Assessore alle Politiche Giovanili Michele Bocale, ha fortemente caldeggiato la realizzazione del progetto, steso poi da Nico Acampora, coordinatore di Spazio Giovani Martesana.

NOVE CITTA’ COINVOLTE, E IL NOSTRO QUOTIDIANO COME MEDIA PARTNER
Con Carugate, fanno parte del progetto anche le città di Cernusco, Bellinzago, Gessate, Gorgonzola, Pessano con Bornago, Bussero, Cambiago e Cassina de’Pecchi, e tra i partner che seguiranno questo importante cammino, siamo orgogliosi di segnalare anche la presenza del nostro quotidiano. Fuoridalcomune.it infatti, seguirà tutta la parte comunicativa che si svilupperà all’interno di questo grande contenitore informativo e formativo, e sarà braccio concreto e operativo per tenere taccia del lavoro svolto attraverso il web.

QUALCHE DATO
In Italia ad oggi, sono circa 2 milioni le persone anziane che giocano d’azzardo, di cui 800.000 a livello patologico. Nel 2013, i minorenni che hanno giocato d’azzardo sono stati il 48,2%, di cui il 6% in modo patologico, e badate bene, i minorenni per legge non potrebbero giocare. Per stare più vicino alle nostre zone, la nostra ASL nel 2011 aveva in carico 38 persone affette da patologie legate al gioco d’azzardo, che nel 2013 sono diventate 96. Un escalation impressionante, un aumento vertiginoso anche fra i giovani che dovrebbero essere protetti da scommesse e azzardi.

LE FASCE DEBOLI: GIOVANI ED ANZIANI
Così il progetto “Gioco ma non mi Azzardo” insisterà fortemente su queste due fasce di popolazione, giovani e anziani, con un percorso di formazione, informazione e prevenzione che conterà più di un incontro, assemblea, iniziativa, realizzazione di elaborati concreti, mirati a creare consapevolezza dei rischi del Gioco Con Denaro, come viene altrimenti indicato il gioco d’azzardo. “L’ Impatto che questo percorso avrà sulla popolazione sarà importante, soprattutto per gli studenti, ai quali andranno i due terzi dei finanziamenti -ha spiegato Nico Acampora nella conferenza di presentazione di venerdì 16 ottobre- Se facciamo il conto solo delle classi di studenti delle superiori, parliamo di almeno 16 classi tra quelle cernuschesi dell’ ITSOS e quelle dell’Argentia di Gorgonzola, con almeno 1000 studenti coinvolti in tutto, ai quali si devono aggiungere i numeri dei ragazzi delle scuole medie. Quanto incideremo su gli adulti, sarà tutto da verificare in corso d’opera, perché sono fasce di età più difficili da raggiungere, chiamate a partecipare attivamente, e a volte proprio per la delicatezza dell’argomento, esitano. Ma le idee sono molte ed e efficaci anche verso di loro”.

Giovani e anziani quindi, su di loro fa luce il cuore del progetto, che avrà un grande occhio di riguardo anche per i commercianti e gli educatori. Per questi ultimi, così come per gli assistenti sociali, è pensato un percorso formativo determinante, proprio perché hanno a che fare con le fasce deboli e a rischio; mentre con i commercianti l’idea è più intrigante e verte a valorizzare quegli esercizi che dimostreranno una scelta etica, no slot, ma anche consapevole e attenta all’azzardo in generale. Eh sì, perché il gioco non è solamente quello legato alle macchinette da bar, le slot machine, ma passa dal bingo al gratta e vinci, dal biglietto della lotteria alle scommesse sportive, dalla tombola online alle carte. “Servirà un attento lavoro di formazione culturale e di sensibilizzazione nei confronti delle fasce a rischio ma anche degli esercenti -ha spiegato l’Assessore Bocale- la proibizione serve a poco, serve di più educare ad avere atteggiamenti responsabili e sensibili verso il problema”. 

IL PROGETTO NEL DETTAGLIO
I dettagli specifici del progetto potete leggerli nella nostra analisi approfondita (qui), mentre in futuro potrete seguirne tutti gli sviluppi attraverso le nostre pagine, e attraverso il portale che verrà creato appositamente per contenere tutto il materiale informativo, la normativa riguardante il gioco d’azzardo, le mappature delle città rispetto ai luoghi sensibili e agli esercizi predisposti al gioco d’azzardo, oltre a tutte le comunicazioni relative agli eventi correlati.

Le realtà locali dunque si sono attivate per un piccolo grande passo nella direzione di creare una rete a maglie strette che contenga e protegga dal diffondersi della ludopatia. Un piccolo tassello forse ma indispensabile, sebbene, come ha ricordato Pietro Costantini del Comitato No slot di Cassina De’ Pecchi: “Servirebbe una profonda e concreta azione governativa centrale, che vada a risolvere il problema del gioco d’azzardo alla sua radice, cioè là dove manca welfare, dove c’è disoccupazione, dove c’è povertà”.

gapcaru

da sinistra:
Serena Pierazzo, Presidente Coop. Sociale Carrobbio 2000; Antonietta Scotto Referente Progetto per ITSOS Cernusco; Pietro Costantini Comitato No Slot Cassina De’ Pecchi; Michele Bocale, Assessore Politiche Giovanili Carugate; Emanuela Seghizzi Responsabile Servizi Sociali Comune Carugate; Nico Acampora Coordinatore Spazio Giovani Martesana.

 

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